Trento
27 Giugno 2022 Aggiornato alle 13:48
Economia & Lavoro

"La mia vita con 550 euro di pensione. Senza aiuti non si tira avanti"

La storia di Patrizia, una dei 79mila trentini dalla pensione inferiore ai mille euro. "Si rinuncia anche alla pizza e alla parrucchiera". Tamara Lambiase, Cisl pensionati: "Situazioni così sono in aumento. Ma la Provincia non vuole ascoltare"
di Francesco Maltoni

"Se io volessi offrire una pizza ai miei figli non lo posso fare. Se voglio andare dalla parrucchiera ci devo pensare su diverse volte".

Con l'inflazione alle stelle la battaglia con i prezzi è diventata insostenibile, soprattutto per chi ha una pensione bassa. Patrizia Palumbo è una dei 79mila trentini che vivono con meno di mille euro: "L'importo che mi viene corrisposto - racconta - è di 550 euro, una pensione di invalidità che ho integrato io personalmente".

Sono soprattutto il caro carburanti ed energia a comportare sempre nuove rinunce. Patrizia non ha potuto ancora sostituire le persiane portate via dalla Tempesta Vaia: "A volte ci si rivolge a comprare certe cose dove costa di meno, giusto lo stretto necessario. A volte - ammette - è difficile anche quello...Con una pensione come la mia - continua - si riesce a tirare avanti facendosi aiutare e cercando il modo di farsi aiutare".

Secondo la segretaria dei pensionati Cisl Trentino, Tamara Lambiase, storie così sono in aumento: "In Trentino ce ne sono più di quante i trentini possano pensare o immaginare", afferma.

E la Provincia, dice il sindacato, può fare di più. Ritardi e difficoltà tecniche hanno impedito a tanti l'accesso agli aiuti. E poi c'è l'abbassamento dell'addizionale: "Fino ai 20mila euro eravamo esenti, adesso 15mila. Abbiamo chiesto di pagare la differenza, la Provincia non ci sente. Provincia di Bolzano: 35mila euro di esenzione".

					

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