Trento
30 Giugno 2022 Aggiornato alle 23:13
Ambiente

Ghiaccio fossile per dissetare il rifugio

La poca neve accumulata e le scarse piogge mettono a rischio la fornitura idrica dei rifugi d'alta quota, ma c'è chi può contare sulle riserve di ghiaccio fossile. Finché durano
di MiCa

E' ottimista Stefano Zulian davanti al piccolo rivolo che alimenta il suo rifugio pochi metri più a valle: la Baita Cuz in Val di Fassa. Anche nel 2003 l'inverno era stato asciutto ma la sua sorgente sembra essere alimentata da ghiacciai fossili. Al contrario dei nevai queste riserve nascoste sotto terra e pietrisco non sono influenzate dal meteo. Una volta esaurite però non si possono rigenerare. 

Meno tranquilla Sara Ghetta, rifugio El Zedron poco più in alto, che è già rimasta qualche volta all'asciutto
Un rischio sopratutto nei periodi di alta stagione quando c'é il picco di consumi. La fonte di maggior spreco sono i servizi. Ogni ritirata costa litri e litri di preziosa acqua

Preoccupate a macchia di leopardo le altre strutture, alimentate da sorgenti superficiali.  "Se continua così non superiamo luglio" dicono dal rifugio Boè. "Per intanto tutto tranquillo " nel cuore del Gardeccia dal rifugio Antermoia

					

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