Il crollo del ghiacciaio della Marmolada era impossibile da prevedere

Il parere del glaciologo. Le dimensioni distacco non hanno precedenti nella storia del ghiacciaio. Anche per i glaciologi è difficile stabilire quando ce ne saranno altri (di questa entità)

Alte temperature, acqua che si infila nei crepacci e scioglie i piedi del ghiacciaio; la forte pendenza. Sono gli ingredienti che hanno scatenato il distacco di ghiaccio di Punta Rocca, in Marmolada, e le sue tragiche conseguenze.
Un evento che era impossibile da prevedere secondo il glaciologo del Muse, Christian Casarotto.

La sofferenza dei ghiacciai alpini la si conosce da tempo e il distacco di seracchi è uno dei sintomi di questa febbre. Un evento di questa portata però non si poteva prendere in considerazione, soprattutto per il ghiacciaio della Marmolada: piccolo e frammentato.

Se per le slavine esiste un sistema di monitoraggio e una scala di pericolo, non è possibile fare le stesse previsioni per il cedimento dei ghiacciai”, spiega Casarotto, questo comporterebbe un monitoraggio continuo di tutte le masse nevose alpine – logisticamente ed economicamente insostenibile.

Da Punta Rocca ci saranno ulteriori distacchi “di assestamento”, non è possibile invece calcolare il tempo di ritorno di un evento del genere. Per quello che sappiamo è la prima volta che succede con questa portata e quindi non si può prevedere quando ricapiterà.