Abiti usati, in Trentino la prima filiera di moda circolare sostenibile italiana

Si chiama "Atotus" che in sardo significa a tutti. A Vezzano, in Valle dei Laghi, la prima start up che connette la filiera della moda sostenibile. Parole d'ordine per i tessuti: riciclare, riutilizzare creativamente e riusare

Il circolo virtuoso della moda esiste ed è proprio in un piccolo negozio della Valle dei Laghi, a Vezzano, che svela il suo percorso innovativo.

Qui dentro dove tutto ha una storia si può entrare portando capi usati di lana, cashmere, cotone, lino e jeans con la certezza che ne avranno un'altra.

Da un ponte fra la Sardegna ed il Trentino nasce "Atotus". In sardo significa "a tutti" e rappresenta un circolo virtuoso della moda fashion, un progetto unico in Italia cui sottende una filiera davvero circolare. 

"Abbiamo coinvolto 15 realtà, eccellenze del mondo tessile in Italia, recuperiamo la lana - spiega Silvia - e la mandiamo così in filatura, dalle camere d'aria delle biciclette nascono le nostre cinture, i jeans vengono rigenerati, insomma economia circolare della moda".


Ma oltre al riciclo, agganciandosi alla scuola di moda "Canossa"di Trento i capi ancora buoni vengono trasformati in nuovi capi (upcycling). Altri vengono donati al "Centro aiuto alla vita".

L'idea di questa Start up nel campo della moda sostenibile, è di Silvia Atzori e Nicola Mascia.
Dalla Sardegna in Trentino per la magistrale in economia  e management hanno da poco realizzato il loro sogno imprenditoriale "Atotus", un progetto che per la prima volta coinvolge il consumatore finale.

I capi, dopo la pesa, si avviano verso uno dei 3 circoli virtuosi, (riciclo, riuso o upcycling).
Il cliente che ha consegnato gli abiti usati riceve in cambio delle Tip (Toghether is possible, ovvero insieme è possibile), una moneta virtuale che può essere utilizzata per acquistare i capi esposti in negozio e che per la sua innovazione ha ottenuto un premio impresa sostenibile.


I clienti non mancano, molti sono giovani, ma non mancano nemmeno gli over 70, e sono in molti a consegnare capi buoni ad "Atotus".
"Sono queste generazioni - riconosce Silvia - che comprendono cosa significhi recuperare e rigenerare, la vecchia e nuovissima economia domestica".