Siccità e agricoltura, dall'Alto Garda una nuova idea per risparmiare l'acqua

Il processo coinvolge, unendoli, 7 Consorzi di primo grado. Sensori nel terreno, centraline meteo, manca ancora la tecnologia che faccia dialogare i dati con il meccanismo per l'erogazione dell'acqua

Siccità ed agricoltura, nelle campagne dell'Alto Garda dove, nella sua biodiversità convivono, con diverse esigenze idriche, olivi, viti e meleti, sta nascendo una nuova idea per utilizzare bene l'acqua.

Unisce 7 Consorzi di primo grado, da Dro a Nago, passando per Arco e Riva del Garda. Oltre 4 mila utenti, 1.400 ettari, 200 riguardano verde pubblico e non solo, è la prima realtà in Trentino con un unico sogno, quello di evitare gli sprechi idrici.

Per Bruno Lutterotti che è anche referente del percorso, non si tratta di una tecnologia, piuttosto di un processo, una proposta allargata anche alla società civile, per il futuro.

I sensori nel terreno delle campagne già ci sono, vanno distribuiti in modo omogeneo, le centraline meteo raccolgono altri dati. I parametri serviranno, a comprendere, una volta elaborati quanta acqua vada erogata per quella precisa pianta, in modo tale da fornire all'agricoltore il corretto consiglio irriguo.

Ma manca il dialogo fra la tecnologia di sensori e dati centrali e quelli che aprono l'erogazione dell'acqua.

Il percorso ha un costo di circa 300mila euro, una parte potrebbe arrivare da fondi europei.