Quasi 6.000 le badanti in Trentino, dalle ACLI un corso per formare le nuove aspiranti
Il direttore del Patronato ACLI: "Oltre 1.700 hanno nazionalità italiana. 573 gli uomini". Ai corsi formativi, oltre a quelli socio-sanitari, grande interesse anche per i temi legati alle normative e ai diritti sul lavoro
Essere badanti oggi in Trentino. Un mestiere che ha registrato un boom di regolarizzazioni nel 2020 - durante il lockdown per il Covid-19 - e che, complice anche il trend demografico in provincia, sta diventando sempre più una professione.
5.946 le assistenti familiari in provincia di Trento - dato 2021, ultimo dell'Osservatorio Statistico INPS. Non mancano i trentini: “Gli italiani - spiega Salvatore Casella, direttore del Patronato ACLI di Trento - sono oltre 1.700, poi ci sono tutte le altre aree geografiche, la maggior parte però viene dall'est europeo”.
Le badanti, ma anche i badanti: “Nel 2021 - aggiunge Casella - 573 erano uomini. E anche nei nostri corsi, perché adesso abbiamo attivato i primi tre corsi formativi, erano presenti due uomini”.
Corsi che le ACLI hanno organizzato per dare alle e agli aspiranti le competenze richieste: 35 ore di formazione. Ci si può iscrivere online sul sito, oppure chiamando il Patronato.
Tra gli ambiti che più interessano i corsisti, quello legato a norme e burocrazia: “Capita - sottolinea il direttore del Patronato ACLI trentino - che la persona che si accudisce viene a mancare e quindi ci sono diversi diritti a cui possono accedere i lavoratori, ad esempio la NASPI. Quindi nei nostri corsi si spiega anche questo, così come si spiegano i diritti della persona assistita”.