Anziani non autosufficienti a casa e storie di badanti: "Ci ha ricattati"

Il racconto di una signora trentina che per aiutare il padre si era rivolta ad un'agenzia. "Un aspetto da seguire con serietà" replica l'assessore Pat Tonina

Mentre anche le Rsa (residenze sanitarie assistite) trentine esplodono e sulle liste di attesa private si contano centinaia di richieste aumentano le famiglie che provano a seguire in casa gli anziani con disabilità più o meno gravi. 
Ma c'è bisogno di tanto, di aiuti domiciliari soprattutto di badanti sempre più spesso non adeguatamente professionali e formate. Ma si moltiplicano anche le brutte vicende come quella raccontata da una signora trentina che segue il padre e si era rivolta ad un'agenzia: “Appena arrivati a casa ci ha ricattati dicendo che se non le davamo dei soldi in nero se ne sarebbe andata via. E questo nonostante avessimo sottoscritto un regolare contratto. Poi ci è stato mandato un uomo, un asiatico che non sapeva parlare bene l'italiano e non conosceva le nostre tradizioni. Ci sono stati momenti di grande tensione, non era adeguato. Sostanzialmente, nonostante avessimo pagato l'agenzia abbiamo dovuto formarlo noi. Sfiniti abbiamo inserito papà in una Rsa". 
Un lavoro certo pesante quello della badante, una questione che va seguita con serietà commenta l'assessore Pat alla salute e politiche sociali Mario Tonina: “Anche io sto ricevendo queste segnalazioni, la formazione è sempre più strategica. C'è un progetto ”Cura insieme" che garantisce la formazione del caregiver, poi abbiamo firmato un protocollo con la cooperazione che può mettere in campo le sue professionalità".