Disturbi alimentari: crescono le richieste di aiuto

Sono stati oltre 800 i pazienti presi in carico dai servizi specializzati in regione. Aumenta il numero dei maschi, sono il 20 per cento.

Disturbi alimentari: crescono le richieste di aiuto
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Il fiocco lilla contro i disturbi del comportamento alimentare

Sempre di più, sempre più giovani. Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata, bigoressia, ortoressia. I dati diffusi in occasione della nona Giornata nazionale del fiocchetto lilla certificano la crescita di richieste di aiuto in Umbria per i disturbi del comportamento alimentare. Sono stati 840 i pazienti presi in carico nel 2021 dalla rete dei servizi sanitari dedicati della Usl Umbria 1. L’accesso alle strutture di cura territoriali e ospedaliere è cresciuto di quattro volte tra il 2020 e il 2021. Si stima che, in totale, in regione siano 15 mila le persone affette da questi disturbi.
Si tratta in prevalenza di adolescenti e preadolescenti, talvolta anche di bambini. I dati smentiscono la convinzione che i disturbi del comportamento alimentare siano un problema prevalentemente legato al genere femminile: sono infatti in aumento le richieste da parte di maschi, al momento costituiscono il 20 per cento dei pazienti tra i 12 e i 17 anni. 
“Nel 2021 c’è stato un grande aumento della domanda di cura ai servizi Dca della Usl Umbria 1. Il centro centro Dai di Città della Pieve, dedicato al disturbo da alimentazione incontrollata e all’obesità, ha seguito dal punto di vista residenziale e semiresidenziale 102 pazienti, prevalentemente provenienti dall’Umbria, visto che l’obesità è diventata un grave problema di salute anche nella nostra regione”, spiega la dottoressa Laura Dalla Ragione, responsabile della rete dei servizi dedicati ai Dca dell’Usl Umbria 1. “La residenza di Palazzo Francisci a Todi – prosegue – ne ha seguiti 85, di cui il 30 per cento sotto i 14 anni. C’è stato un aumento molto rilevante di pazienti giovanissimi, probabilmente per l’effetto traumatico del lockdown, della Dad e della difficoltà ad avere vita sociale. Il Nido della Rondine a Todi, centro semiresidenziale per anoressia e bulimia in età evolutiva, ha ricoverato 97 pazienti con quadri di anoressia e bulimia e ne ha seguiti 230 in regime ambulatoriale, provenienti tutti dall’Umbria. Il centro Dca di Umbertide, per i per disturbi selettivi dell’alimentazione, ha avuto in carico 280 pazienti e le loro famiglie, oltre a collaborare attivamente con il reparto di pediatria dell’ospedale di Città di Castello nei ricoveri salvavita per minori che, nel 2021, sono stati 46, diventando un punto di riferimento per l’intero territorio regionale”.
Sotto la lente di ingrandimento degli esperti gli effetti della pandemia e del lockdown, con l’interruzione di abitudini, vita relazionale e sportiva e con la nuova centralità dell’immagine nelle comunicazioni a distanza, che siano videochiamate o lezioni in didattica a distanza. Potrebbe esserci una correlazione tra l’aumento del tempo trascorso sui social network - che favoriscono l’interiorizzazione di ideali estetici lontani dalla realtà e un conseguente senso di inadeguatezza – e la più ampia diffusione dei disturbi del comportamento alimentare.