Drone nel supercarcere di Terni

Era pronto a introdurre cellulari destinati ai detenuti. La scoperta degli agenti di polizia penitenziaria

Drone nel supercarcere di Terni
Lcc
Il carcere di Sabbione a Terni

Ventuno cellulari destinati ad esponenti della criminalità organizzata e consegnati attraverso i voli di un drone. E' la scoperta fatta domenica sera dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Terni che hanno intercettato un velivolo radiocomandato all'esterno dell'area di massima sicurezza. Agganciato al drone un sacchetto contenente alcuni cellulari poi trasferiti in un magazzino allestito in uno spazio comune. A dare la notizia, nella tarda serata di lunedì il sindacato Sarap. Ventuno i telefoni sequestrati nel corso dell'operazione, ma perquisizioni sono in corso anche oggi. Un sistema organizzato e molto sofisticato quello messo in atto, secondo gli inquirenti, da esponenti legati alla criminalità organizzata detenuti nel carcere di Terni. Un sistema ora smantellato dopo un servizio di osservazione in atto già da un paio di mesi e predisposto su coordinamento della procura di Terni dove da tempo è aperto un fascicolo sul traffico di telefoni cellulari dall'esterno verso le strutture della casa circondariale. Più di una le consegne documentate dalla polizia penitenziaria guidata dal comandante Fabio Gallo, identico o quasi il modus operandi. Dall'esterno un operatore posto a distanza guidava il drone "fattorino" verso una finestra segnalata per essere riconoscibile, a quel punto il velivolo si avvicinava alla finestra per la consegna dei telefoni che poi venivano conservati in un magazzino clandestino per essere poi smistati all'interno della struttura. Le consegne, è l'ipotesi degli inquirenti, avvenivano di solito nel tardo pomeriggio della domenica quando il numero degli agenti di custodia in servizio è minore. Ora si lavora per scoprire l'identità dei destinatari e la struttura che dall'esterno si occupava delle forniture. Quel che filtra è che si tratterebbe di esponenti legati alla criminalità organizzata e che questo canale di approvvigionamento non avrebbe alcun legame con l'operazione condotta a Natale che aveva permesso di scoprire e arrestare un agente della penitenziaria che portava all'interno della struttura telefoni e droga.