I primi dati del censimento Istat

L'Umbria anziana e istruita

La pandemia accentua il declino demografico in regione: la popolazione invecchia

L'Umbria anziana e istruita
LCC
Più anziani in Umbria

L’ Umbria è sempre più anziana e meno popolosa. La conferma arriva dall’Istat con riferimento ai dati del Censimento permanente, relativi al 31 dicembre 2020, pubblicati oggi. La pandemia ha accentuato la tendenza al declino demografico, ininterrotto dal 2014: stavolta si contano 865 mila residenti (864.968) quasi cinquemila in meno (4713) rispetto alla precedente rilevazione. La diminuzione è decisamente più marcata in provincia di Terni. Castiglion del Lago è, invece, uno 22 comuni stabili o in controtendenza: ha infatti 389 residenti in più. Il comune più popoloso è Perugia, dove la natalità cala però più che altrove, con 165 mila abitanti: quello più piccolo resta Poggiodomo, 94 abitanti per lo più sessantenni e maschi. La struttura per genere vede trentamila donne più degli uomini in tutta la regione: il primato femminile spetta a Monteleone d’Orvieto. Si accentua, come detto, l’invecchiamento della popolazione umbra, sensibilmente più anziana rispetto al resto del Paese. L’età media raggiunge i 47 anni, quasi due anni in più dell’Italia, con un progressivo aumento della percentuale di chi ha più di 65 anni e una diminuzione del “peso” dei bambini con meno di 14 anni. Stabile la popolazione straniera, appena 92 residenti in più rispetto al 2019. Per quasi la metà è composta da romeni, albanesi e marocchini. La comunità ucraina a fine 2020 era la quarta più numerosa in regione. Tante le dolenti note, bene invece l’istruzione: il livello medio continua a crescere. La quota dei diplomati sfiora il 40 per cento, quella dei laureati supera il 16 per cento.