Prima somministrazione dell'anticorpo monoclonale Evusheld

Evusheld, anticorpo monoclonale sviluppato da AstraZeneca, è stato somministrato oggi al Day Hospital di Malattie Infettive dell’ospedale di Perugia ai primi tre pazienti

Prima somministrazione dell'anticorpo monoclonale Evusheld
Lcc
Nuovo anticorpo monoclonale

Le persone fragili in Umbria potranno contare su un aiuto in più per proteggersi dal Coronavirus. Si tratta di Evusheld, anticorpo monoclonale sviluppato da AstraZeneca per la prevenzione del Covid negli adulti a rischio. Il farmaco è stato somministrato oggi al Day Hospital di Malattie Infettive dell’ospedale di Perugia ai primi tre pazienti seguiti in Ematologia. "Si tratta di persone immunodepresse che – come spiega la professoressa Daniela Francisci – non hanno sviluppato anticorpi nonostante la vaccinazione o che non hanno potuto sottoporsi alla vaccinazione per motivi di salute”. Una buona notizia in una giornata in chiaroscuro in cui, stando al report settimanale della Regione, rallenta l’aumento dei contagi con tendenza alla stabilizzazione, ma aumentano i pazienti ricoverati in ospedale. Sono saliti a 203 in area medica, otto in più delle 24 ore precedenti. Segnale d’allarme a una settimana dalla fine delle restrizioni: a livello individuale sarà bene non abbassare la guardia. Resta comunque stabile il dato delle terapie intensive, a conferma dell’impatto più leggero in termini di malattia grave della variante Omicron e della sottovariante Omicron 2, prevalente in Umbria, e grazie soprattutto alle vaccinazioni. Rassicura la flessione dell’Rt, indice di trasmissibilità del virus, che scende sotto a uno (0.98) rispetto all’1,67 della settimana precedente. In Umbria, però, il tasso di incidenza ogni centomila abitanti resta in più alto d’Italia, con il picco tra i giovani e in particolare nella fascia d’età tra 6 a 13 anni. La rilevazione quotidiana registra due nuove vittime, i morti sono stati quindici nell’ultima settimana, 1782 dall’inizio della pandemia.