Truffa bonus edilizi, Poste Italiane rivuole 39 milioni

Chiesto alla procura di perugia il dissequestro di una parte dei crediti fiscali congelati nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta truffa per i bonus edilizi.

Truffa bonus edilizi, Poste Italiane rivuole 39 milioni
Lcc
Bonus edilizi

Poste Italiane, tramite l'avvocato Paola Severino, ex ministra della Giustizia, chiede il dissequestro di 39 dei 103 milioni di euro di crediti fiscali congelati su richiesta della procura di Perugia ad una società di Umbertide lo scorso gennaio. I crediti, maturati grazie ai bonus edilizi varati dal Governo si riferiscono - secondo la procura - a lavori mai effettuati. La ditta Ob Car di Umbertide, infatti, formalmente attiva nella compravendita di auto, sarebbe stata in realtà una scatola vuota, sconosciuta al fisco e intestata a un 60enne di Bastia Umbra e ad una 36enne folignate, entrambi con precedenti, ora indagati. Secondo la procura avrebbero solidi legami con la Camorra. Hanno acquistato crediti da soggetti con precedenti o senza redditi dichiarati che movimentavano milioni di euro. Nella lista ci sono, ad esempio, sette persone con lo stesso cognome, tutte residenti a Poggiomarino, nel napoletano, o società di costruzioni già al centro di operazioni finanziarie sospette.
Alcuni dei cessionari della Ob Car hanno monetizzato i loro crediti cedendoli a Poste Italiane, terzo cessionario in buona fede, che ora chiede il dissequestro e che ha rinunciato al ricorso al Riesame. I magistrati perugini decideranno nei prossimi giorni.
Intanto l'inchiesta è destinata ad allargarsi e ha già dimostrato l'inefficacia del sistema di cessione dei crediti legati ai bonus, che non poneva un tetto massimo alla movimentazione e che il procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, aveva già individuato come un fianco scoperto rispetto agli appetiti della criminalità organizzata.