Farmacie pubbliche, i lavoratori chiedono il rinnovo di contratto

I lavoratori delle farmacie pubbliche aspettano da 7 anni il rinnovo del contratto. In Umbria il problema riguarda 250 lavoratori. Il Covid ha moltiplicato le loro mansioni, che però non sono ancora riconosciute formalmente.

Farmacie pubbliche, i lavoratori chiedono il rinnovo di contratto
CGIL
I SINDACATI IN CONFERENZA STAMPA

Nonostante l'emergenza sanitaria abbia aumentato in modo massiccio il numero delle mansioni e dei carichi di lavoro, la situazione dei lavoratori delle farmacie pubbliche (circa 250 professionisti in Umbria) resta ferma al 2013, l'anno dell'ultimo rinnovo contrattuale. Un nuovo accordo è atteso da 7 anni, ma la proposta di Assofarm (aumento di 120 euro lordi al mese con parallelo aumento delle ore lavorative) viene respinto fermamente dai sindacati di categoria. Questa mattina Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltuc Uil hanno fatto il punto della situazione. E' stata ribadita l'adesione allo stato di agitazione nazionale fino a quando non si aprirà un tavolo di trattative, e ribadito il no a qualsiasi tentativo di privatizzazione. Il riconoscimento delle professionalità, dicono i sindacati, è anche un modo per riaffermare il ruolo sociale delle farmacie pubbliche. Occorre al più presto professionalizzare quelle competenze che ad oggi vengono svolte, ma non sono riconosciute.