La truffa del Rolex. Vende l'orologio ma viene pagato con un falso assegno

Rinviato a giudizio il presunto truffatore. Le indagini dei carabinieri

La truffa del Rolex. Vende l'orologio ma viene pagato con un falso assegno
Lcc
Orologio Rolex

Vende un Rolex del valore di undicimila euro, ma viene pagato con un assegno falso da un presunto truffatore che, grazie a complici rimasti sconosciuti, si fa beffe anche della banca chiamata a fare da “garante”. Il prezioso orologio non è più saltato fuori, ma i carabinieri identificato l’uomo che l’avrebbe bidonato. Si tratta di un napoletano di 36 anni: il giudice lo ha rinviato a giudizio su richiesta della procura: sarà processato per truffa a partire dal 20 settembre 2022.
Tutto comincia quando un benestante perugino decide di privarsi dell’orologio. Lo mette in vendita su un noto portale del commercio on line. Il prezzo è alto, ma il prodotto è appetibile, tanto che fioccano manifestazione di interesse. In particolare, c’è un aspirante acquirente che non fa troppe storie sul prezzo. Tra i due si avvia una corrispondenza per e-mail e poi, dopo lo scambio dei numeri di telefono, la trattativa continua a voce. Per concludere la compravendita il perugino, visto che l’altro per pagare il prezioso oggetto si presenta con un assegno circolare, pretende di perfezionare il tutto in una banca del posto. Il venditore accompagna l’acquirente nella filiale dell’istituto di credito e l’impiegato, compresa la situazione, si accerta della genuinità dell’assegno attraverso un rituale scambio di informazioni tra banche, prima di concludere l’operazione con l’accredito della somma di 11mila euro sul conto corrente. 
Peccato che dall’altra parte del filo ci sia un complice del truffatore, grazie a un sistema informatico che devia le chiamate. A quel punto il compratore ottiene il prezioso Rolex e con una stretta di mano l’affare si chiude per l’apparente soddisfazione delle parti. Qualche giorno dopo però arriva la batosta. La banca avvisa il venditore del Rolex, cliente di vecchia data, che l’assegno che gli è stato consegnato per il pagamento è risultato falso dopo un controllo più approfondito e che quindi non può contare sull’accredito di undicimila euro. A quel punto scatta la querela per truffa: a partire dalle immagini della videosorveglianza della banca, gli investigatori sono riusciti risalire a uno dei responsabili. Durante la trattativa aveva usato documenti falsi e account temporanei.