“Lasciata sola, ma responsabile della tragedia”

Autista di un pulmino per disabili condannata per omicidio stradale plurimo: ecco le motivazioni

“Lasciata sola, ma responsabile della tragedia”
TGR
Il Tribunale Perugia

Non doveva essere lasciata da sola a occuparsi di sette pazienti disabili, agitati perché di ritorno da una lezione di ballo e poco controllabili a bordo del pulmino, ma l’imputata avrebbe potuto comunque evitare la tragedia andando più piano oppure fermandosi ad aspettare qualcuno in suo aiuto.  Sono in sintesi le motivazioni della sentenza di condanna nei confronti della conducente del veicolo, una quarantaduenne residente a Castiglione del Lago, all'epoca dei fatti dipendente di una cooperativa sociale toscana. Le ha depositate nei giorni scorsi il giudice del Tribunale di Arezzo che a febbraio comminò all'imputata la pena di due anni e otto mesi per omicidio stradale plurimo: nell'incidente, che risale al 2 marzo 2020 e avvenne lungo la strada provinciale 28 vicino a Cortona, morirono tre persone, tutte con disabilità per lo più psichica, tra le quali il quarantacinquenne Ivan Osmeri di Passignano. Oltre allo sconto di un terzo, previsto dal rito abbreviato, alla conducente è stata riconosciuta anche un’attenuante speciale (ex articolo 589 bis comma 7): non fu tutta colpa sua, ma - secondo il giudice - le difficili condizioni di lavoro che le imponevano di fare al tempo stesso da accompagnatrice e autista a un gruppo non facilmente gestibile, non la esimevano dal rispetto del codice della strada.