Rigettata la richiesta di Palamara

La decisione della Corte d'appello di Perugia ha respinto l'istanza di ricusazione di due giudici.

Rigettata la richiesta di Palamara
TGR
tribunale perugia

La Corte di appello di Perugia ha rigettato la richiesta di ricusazione presentata dai difensori di Luca Palamara nei confronti di due dei tre giudici chiamati a processare l’ex consigliere del Csm, alla sbarra per corruzione davanti al tribunale del capoluogo umbro. Secondo i difensori dell’imputato, in quanto iscritti all’ANM, l’organismo rappresentativo della categoria, non sarebbero in grado di garantire l’imparzialità perché interessati all’esito del procedimento. L’associazione Nazionale magistrati, di cui Palamara in passato è stato presidente, si è infatti costituita parte civile nel processo e, in caso di condanna, otterrà un risarcimento per i danni morali subiti. Il fatto di essere iscritti all’ANM, secondo La Corte d’appello, non mina l’autonomia né l’indipendenza dei due giudici, visto che l’organismo si ispira proprio a quei valori “posti alla base dell’imparzialità e terzietà nelle decisioni”, valori enunciati nella Costituzione, e condividono lo stesso interesse del cittadino nel tutelarli. Concetti espressi anche dalla procura generale di Perugia che aveva chiesto il rigetto della richiesta di ricusazione. Palamara parla di regolamento di conti e, attraverso i suoi legali, annuncia un ricorso in Cassazione contro la decisione.