Il buco di Umbria Mobilità, quattro rinvii a giudizio

A processo l'ex dg Paduano. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere, alla corruzione aggravata, alla bancarotta fraudolenta , all'induzione indebita a dare o promettere utilità. Prima udienza nel 2023

Il buco di Umbria Mobilità, quattro rinvii a giudizio
tgr
Umbria Mobilità

Associazione per delinquere, corruzione aggravata, bancarotta fraudolenta e induzione indebita a dare o promettere utilità. E' con queste accuse che il giudice per le indagini preliminari di Perugia Piercarlo Frabotta ha rinviato a giudizio l'ex direttore generale di Apm e poi di Umbria Tpl e Mobilità Spa Paolo Paduano e gli altri tre coimputati nel filone principale dell'inchiesta sul dissesto della Umbria Mobilità coordinata dal sostituto procuratore Manuela Comodi. I magistrati imputano a Capuano e agli altri di aver "stabilmente asservito" le scelte decisionali relative all'azienda che gestiva il trasporto pubblico locale umbro agli interessi degli associati romani causando così gravi danni patrimoniali con "iniziative economiche contrarie ad ogni logica aziendale pur di soddisfare gli interessi dei sodali". In cambio dell'operazione finalizzata all'ingresso e alla permanenza di Umbria Tpl e Mobilità Spa nel settore del trasporto pubblico romano, ipotizza l'accusa, Paduano avrebbe ricevuto consulenze per 1,8 milioni di euro mentre in favore degli altri sodali sarebbero state concesse in uso auto di lusso, fittizie assunzioni di parenti e sponsorizzazioni in favore di società sportive compiacenti. Il processo inizierà il 18 gennaio 2023. 

 

di Massimo Solani