Un "Sì" condizionato. È quello espresso dalla Regione sul metanodotto

L'opera da Sulmona a Foligno fa parte del vecchio progetto "Linea Adriatica". Manca lo studio di compatibilità dell'Ingv

Un "Sì" condizionato. È quello espresso dalla Regione sul metanodotto
tgr
metanodotto

Un parere positivo ad alcune condizioni. È quello espresso dalla Regione Umbria a proposito della realizzazione del metanodotto Snam da Sulmona a Foligno, parte del vecchio progetto "Linea Adriatica", tornato in auge negli ultimi mesi come possibile fonte di approvvigionamento di energia alternativa alla russa Gazprom. Il tracciato del tubo che dovrebbe agganciarsi al TAP per arrivare fino in Emilia Romagna, passa infatti per l'appennino, zona notoriamente sismica, e per questo ha sollevato le perplessità dei comitati ambientalisti e dei comuni coinvolti. Nell'ultima riunione in conferenza dei servizi, convocata dal ministero con i tecnici delle regioni coinvolte, l'Umbria ha ribadito la sua non contrarietà all'opera; a patto che il gasdotto, definito strategico dal governo, non interessi il parco di Colfiorito e che venga minimizzato l'impatto ambientale. Mentre su Colfiorito, ci spiega la presidente Tesei, sono arrivate rassicurazioni, mentre manca lo studio di compatibilità dell'INGV, fondamentale per capire se l'opera aggravi o meno il rischio sismico di un territorio già particolarmente esposto.  Una posizione, per il momento informale. Nessuna delibera di giunta, che potrebbe essere chiesta in un secondo momento. Compatibilmente con la tutela ambientale, per la presidente Tesei è necessario accelerare: se si va verso razionamenti del gas russo, servono soluzioni alternative. 

Nel servizio di Elisa Marioni l'intervista all'assessore regionale all'ambiente Roberto Morroni.