L'ex marito di Barbara Corvi resta indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere

Nuovo colpo di scena nella vicenda. Il Gip ha concesso altri 6 mesi alla procura di Terni per svolgere nuove indagini

L'ex marito di Barbara Corvi resta indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere
Tgr
Barbara Corvi

Il caso non è chiuso. Il Gip del tribunale di Terni Barbara di Giovannantonio ha ordinato nuove indagini sulla scomparsa di Barbara Corvi, a Montecampano di Amelia nel 2009.
L'ex marito, il 49enne calabrese Roberto Lo Giudice resta quindi indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Esce invece di scena il fratello, Maurizio Lo Giudice, che la precedente indagine della procura di Terni individuava come complice. La sua posizione è stata archiviata.
La procura ha ora altri sei mesi di tempo per trovare nuovi elementi a sostegno della tesi accusatoria, secondo la quale Roberto Lo Giudice avrebbe ucciso la donna per gelosia e per rancori legati a questioni economiche, facendo poi sparire il cadavere.
Gli accertamenti dovranno concentrarsi sull'acquisizione di sette nuove testimonianze e sulla ricerca di eventuali tracce ematiche nel Suv che lo giudice utilizzava all'epoca, avvalendosi di nuove tecniche di rilevamento come il luminol. Il Gip ha anche ordinato approfondimenti sulla situazione patrimoniale della coppia. 
Lo Giudice venne arrestato a marzo dello scorso anno e tornò libero il 22 aprile, su disposizione del Tribunale del riesame, confermata dalla Cassazione. Il 7 luglio scorso il colpo di scena: in udienza il procuratore capo di Terni aveva ritirato la richiesta di archiviazione presentata nelle settimane precedenti. Oggi la decisione del Gip che fa ancora sperare i familiari di Barbara Corvi e il loro legale Giulio Vasaturo, dell'associazione Libera contro le mafie. Di indagini inutili parlano invece i legali di Lo Giudice, Giorgio Colangeli e Cristiano Conte.