Esplosione Gubbio: il 20 ottobre l'udienza preliminare

A luglio la Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone. Nel rogo morirono Samuel Cuffaro ed Elisabetta D'Innocenti.

Esplosione Gubbio: il 20 ottobre l'udienza preliminare
Tgr
Il rogo alla Green Genetics

In nome del profitto avrebbero consapevolmente accettato il rischio di provocare l'esplosione in cui persero la vita due dipendenti. I datori di lavoro di Elisabetta e Samuel, vittime dell'esplosione alla Green Genetics di Gubbio del maggio 2021, potrebbero andare presto a processo con l'accusa di duplice omicidio volontario: anche forma del dolo eventuale è un reato che prevede una pena minima di 21 anni e nega la possibilità di riti alternativi. Sarà però il gup del Tribunale di Perugia, Angela Avila, a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio dei cinque coinvolti: udienza preliminare, il 20 ottobre.  
 

La procura contesta agli imputati l'assenza di cautele minime nella lavorazione dei liquidi infiammabili usati nel trattare la canapa e l'illegalità delle tecniche artigianali di abbattimento del principio attivo. Tanto che uno dei capo di imputazione parla addirittura di detenzione ai fini di spaccio, sebbene il prodotto finito fosse destinato al circuito legale della cannabis light. L'esplosione del laboratorio vale, invece, gli addebiti di incendio doloso e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Per le ferite riportate da altri due dipendenti, uno dei quali all'epoca minorenne perse una gamba, l'imputazione è lesioni. Oltre ai responsabili della Green Genetics e della consorella Greenvest rischia il processo anche il proprietario dello stabile andato distrutto: per gli investigatori era un socio occulto. Nessuno di loro ha chiesto di essere interrogato, né ha presentato memorie alla chiusura delle indagini. 

I genitori di Samuel Cuffaro, attraverso l'avvocato Ubaldo Minelli, annunciano l'intenzione di costituirsi parte civile: chiedono sia fatta giustizia per dare un senso al sacrificio del figlio diciannovenne ed evitare ad altri, in futuro, il loro dolore. 

Di Andrea Rossini