Il borgo antisismico

Partite le demolizioni delle abitazioni, primo passo per la ricostruzione dell'abitato su due piastre progettate dagli ingegneri dell'Unipg

Il borgo antisismico
Tgr
Ruspe al lavoro a Castelluccio

Sotto i colpi delle ruspe dei vigili del fuoco viene demolita, per prima, la casa che dopo il sisma era diventata uno dei simboli di Castelluccio di Norcia. Il proprietario, Urbano Testa, lo scorso anno aveva dipinto la facciata rimasta in piedi con il tricolore della bandiera italiana. Un gesto simbolico, per denunciare i ritardi nella ricostruzione post sisma. 
In tutto sono due gli edifici da demolire  nella zona rossa di Castelluccio, in questa nuova fase dei lavori. Una volta ultimati si procederà con la rimozione delle macerie e a quel punto cominceranno i rilievi dei geologi per la realizzazione delle due piastre antisismiche previste nel piano attuativo per la ricostruzione del borgo. Progettate dagli ingegneri dell'università di Perugia, avranno un'estensione totale di circa 6 mila metri quadrati e dovranno sorreggere il nuovo abitato di Castelluccio, riducendo di circa 10 volte le oscillazioni provocate da un terremoto di magnitudo 6.5 come quello del 30 ottobre 2016. Il costo di realizzazione delle piastre è di circa 5 milioni e nel cronoprogramma dell'ufficio speciale per la ricostruzione, i lavori dovrebbero durare un anno.
Si tratta di una tecnologia che, al momento, è stata pensata soltanto per Castelluccio di Norcia, nell'intero cratere del centro Italia e che è stata progettata, per la prima volta, in Giappone. Stamattina a Castelluccio è presente anche una troupe televisiva giapponese che sta girando le prime immagini per un reportage sulle varie fasi di realizzazione delle piastre.