L'Umbria non dimentica Sergio Secci

Le celebrazioni a 42 anni dalla strage di Bologna

L'Umbria non dimentica Sergio Secci
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Sergio Secci

Aveva 24 anni Sergio Secci ed era nato a Terni. Si trasferì a Bologna per frequentare il Dams: passione e scelta di un giovane talento. Si laureò con lode. Era alla stazione di Bologna il 2 agosto dell'80, esattamente 42 anni fa. Il suo nome compare nell'elenco delle vittime di una delle più dolorose ferite della storia italiana. 

Sergio era in attesa del treno per Bolzano. Partenza alle 10:50 dal binario ovest per un colloquio di lavoro in piena estate. Un colloquio al quale non arrivò mai. Alle 10 e 25 un boato. Un'esplosione. Detriti, sangue, urla. La stazione diventa teatro di morte e distruzione. Sergio viene ferito e trasportato all'Ospedale Maggiore in gravissime condizioni. Muore nel reparto di rianimazione il 7 agosto, 5 giorno dopo. 

Non dimentica Bologna e non dimentica Terni nel giorno dell'anniversario di quella strage firmata dal terrorismo neofascista che uccise 85 persone, sconvolse l'Italia e ancora, a 42 anni di distanza, presenta molti lati oscuri. Alle commemorazioni a Bologna era presente l'assessore all'urbanistica Federico Cini, in rappresentanza del comune di Terni, con il gonfalone e gli agenti della polizia locale. Sergio è un simbolo di quella strage. Al papà Torquato, fondatore e primo presidente dell'Associazione delle vittime, è stata dedicata la sala d'aspetto della stazione di Bologna. Alla giovane vittima un'aula del Dams che frequentò: il suo ricordo resterà per sempre in quei corridoi. I genitori di Sergio si sono sempre battuti per avere verità e giustizia. Quella che oggi ha di nuovo chiesto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella... perchè il boato di quell'ordigno risuona ancora con violenza nel profondo della coscienza di un intero paese.

Il servizio di Simona Giampaoli.