Padre e figlio morti sotto il treno

Il drammatico incidente di Senigallia: a perdere la vita Stefano Pannacci, 63 enne e suo figlio di 26. Il giovane voleva suicidarsi

Padre e figlio morti sotto il treno
TGR
Senigallia: il luogo dell'incidente

Si è gettato sui binari per salvare il “suo” ragazzo dal suicidio, ed è morto con lui, in cerca di un ultimo abbraccio. Padre e figlio sono stati travolti da un treno merci in corsa lungo la linea Adriatica, tra Marotta e Senigallia. Vittime, Stefano Pannacci, insegnante di 63 anni - nato a Montone e residente a Valfabbrica - e il primogenito - perugino - di 26. La tragedia, risale a ieri sera poco dopo le 21. La madre del giovane, separata dal marito, colta da malore, è stata ricoverata in ospedale. Solo pochi giorni fa era arrivata da Perugia assieme al figlio per trascorrere il periodo di ferragosto sulla riviera marchigiana. La breve vacanza, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuta servire a risollevare il morale al ragazzo, che aveva problemi psicologici ed era caduto in depressione. Il padre li aveva raggiunti nella località di mare, un angolo dove fermare il tempo e ritrovare la spensieratezza del passato. Non è andata così: ieri sera, stando a una prima ricostruzione della polizia ferroviaria di Ancona, il ragazzo – dopo una discussione – avrebbe scavalcato la recinzione e si sarebbe messo a correre verso i binari con l’intenzione di farla finita. Il padre ha provato a raggiungerlo prima che fosse troppo tardi. Per stringere a sé il figlio e proteggerlo dal male oscuro che lo stava divorando, ma non ha potuto fare niente contro il treno in arrivo, che ha ucciso entrambi.

di Andrea Rossini