Un altro detenuto suicida in carcere

E' il terzo in pochi giorni nella nostra regione. Disagi sempre più diffusi negli istituti di detenzione, e mancano figure di riferimento

Un altro detenuto suicida in carcere
LCC
Cluster nel carcere di Perugia

La strage silenziosa continua: ieri sera nel carcere di Capanne si è suicidato un altro detenuto, il 58esimo dall'inizio dell'anno in Italia, il terzo in Umbria a distanza di pochi giorni dall'ultimo avvenuto a Terni. A togliersi la vita è stato un detenuto di 34 anni di nazionalità marocchina. Si è impiccato in cella con il proprio asciugamano. L'intervento di un agente della polizia penitenziaria e la corsa in infermeria non ne hanno evitato la morte. Era una delle 318 persone recluse in attesa di giudizio nei cinque penitenziari regionali. Accusato di aver fatto da palo in una rapina da pochi spiccioli, si professava innocente. Dietro alla tragedia, la solitudine. L'uomo era già stato un periodo ai domiciliari e avrebbe avuto il diritto di tornarci per trascorrervi il tempo che ancora rimane da qui al processo, ma non aveva nessuno disposto ad accoglierlo e a occuparsi di lui. Ha preferito farla finita. Dai nostri microfoni nei giorni scorsi il Garante regionale dei detenuti, l'avvocato Giuseppe Caforio, aveva lanciato l'ennesimo allarme sull'insostenibile stato delle carceri, in Umbria come nel resto del Paese. All'interno delle strutture mancano figure professionali (psicologi, psichiatri, mediatori culturali) capaci di intercettare il crescente disagio che si vive dietro le sbarre. Mai tante vittime come quest'anno, in Italia, alla macabra media di quasi una ogni quattro giorni.