I rincari hanno raggiunto anche il 400%, gli imprenditori bruciano le bollette

Iniziativa di Confcommercio Umbria in 13 piazze della regione. 3000 aziende sono a rischio, denuncia, undici mila dipendenti in bilico

I rincari hanno raggiunto anche il 400%, gli imprenditori bruciano le bollette
tgr
Bollette bruciate in piazza

Aumenti che in molti casi hanno raggiunto il 400%, rincari che hanno trasformato le bollette energetiche in vere e proprie spade di damocle sulle teste di migliaia di aziende e che mettono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro. A lanciare l'allarme è la Confcommercio regionale che oggi ha portato in tredici piazze dell'Umbria il grido di aiuto degli imprenditori che da mesi si trovano a fare i conti con gli aumenti del costo di luce e gas. Rincari che, secondo le stime, nei prossimi sei mesi mettono a in discussione la sopravvivenza di 120mila imprese, con 370mila posti di lavoro che potrebbero andare in fumo. Numeri che fanno tremare i polsi anche quelli umbri, con 3000 aziende a rischio e fino ad undici mila dipendenti in bilico. Fra i settori più colpiti quello alberghiero, dove in media nel mese di luglio i costi luce e gas sono praticamente triplicati e dove il 18% circa del volume d'affari delle strutture è stato assorbito dal pagamento delle forniture energetiche. Non va meglio per il commercio al dettaglio, la ristorazione o i trasporti. Aumenti che ovviamente si scaricano anche sulle spalle delle famiglie, che nel 2022 pagheranno in media 152 euro in più rispetto all'anno precedente per le bollette della corrente e del gas. La richiesta di Confcommercio, allora, è quella di un tetto al prezzo del gas e dell'energia elettrica, un credito di imposta che compensi gli aumenti e l'eliminazione di ogni tassa o accisa sulle bollette fino alla fine dell'anno.

Nel servizio di Massimo Solani le interviste ad alcuni imprenditori e a Giorgio Mencaroni, Confcommercio.