Tari 2014 non riscossa, la Corte dei Conti condanna ex sindaco Di Girolamo

Insieme all'assessore al Bilancio e a cinque tra dirigenti e funzionari amministrativi dovranno pagare 250mila euro

Tari 2014 non riscossa, la Corte dei Conti condanna ex sindaco Di Girolamo
Tgr
Palazzo Spada

Un quadro regolamentare caotico introdotto dalla giunta comunale e la passività dei funzionari amministrativi, che non hanno sollecitato i chiarimenti necessari. 
Sono queste, secondo la Corte dei Conti dell'Umbria, le cause della mancata riscossione della Tari, nel 2014, che ha causato un buco quantificato in 600mila euro nelle casse del Comune di Terni. 
La sentenza della sezione Giurisdizionale, depositata ieri, condanna l'ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e l'ex assessore al bilancio Vittorio Piacenti D'Ubaldi, a pagare 50mila euro ciascuno a Palazzo Spada. Cinque tra dirigenti e funzionari amministrativi del Comune dovranno invece pagare 30mila euro a testa.
La mancata riscossione della Tari nel 2014, secondo la magistratura contabile, è quindi da attribuire al fatto che non vennero definite chiaramente le nuove competenze di comune e ASM, la società che gestisce il ciclo dei rifiuti. Non è stata accolta la tesi delle difese, che annunciano ricorso e che sostenevano la correttezza dell'operato di sindaco, assessore e dirigenti, sottolineando come nel 2015 e nel 2016 il tasso di riscossione della tari sarebbe stato superiore alla media nazionale.