Caso Pasquali: la procura chiede il rinvio a giudizio

Il sindaco di Passignano sul Trasimeno è accusato di truffa aggravata. Al centro dell'indagine i contributo previdenziali versati dal comune

Caso Pasquali: la procura chiede il rinvio a giudizio
Tgr
Procura di Perugia

Sarà il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Perugia a decidere se il sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, sarà rinviato a giudizio per truffa aggravata e continuata, reati che gli sono contestati dalla procura di Perugia a conclusione delle indagini svolte dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza. Al centro, alcuni contributi previdenziali percepiti da Pasquali da parte del Comune del Trasimeno, a seguito dell'assunzione di un incarico nel gruppo consiliare regionale del Pd e successiva richiesta di aspettativa non retribuita. Il contratto di lavoro - a tempo determinato parziale orizzontale al 50 per cento - era partito il 2 gennaio 2021, quando cioè Pasquali, eletto nel 2018, era già primo cittadino. Per la procura, un'assunzione, quella nel gruppo Pd, da considerarsi fittizia: dopo un mese, a febbraio, il sindaco aveva chiesto l'aspettativa non retribuita proprio per motivi istituzionali relativi all'impegno di sindaco. Il versamento dei contributi, quindi, secondo l'accusa, è da ritenersi indebito. Gli inquirenti hanno acquisito atti e documenti a Palazzo Cesaroni e sentito numerose persone. Tra queste, responsabili e dipendenti del gruppo Pd e lo stesso Pasquali, che, in una dichiarazione, ribadisce la correttezza dell'operato. "Mi sono già sottoposto due volte a interrogatorio - dice - e ho fornito tutta la documentazione utile alla ricostruzione della vicenda, che ben potrà essere valutata dal gup, al cui giudizio mi rimetto sin d'ora con serenità e rispetto". L'udienza preliminare al tribunale di Perugia è fissata il prossimo 20 dicembre.