Si fingevano agenti, 17 indagati

La Procura di Perugia contesta a soggetti che facevano capo a un'associazione di volontariato di Monte Santa Maria Tiberina i reati di usurpazione di funzioni, falsità ideologica, truffa aggravata e minacce

Si fingevano agenti, 17 indagati
Lcc
Forze dell'ordine

Sono arrivati al punto di inoltrare comunicazioni di notizie di reato alla Procura di Perugia, la stessa che ha concluso le indagini nei confronti di 17 persone, ritenute a vario titolo responsabili di usurpazioni di funzioni, falsità ideologica, truffa aggravata e minacce. 
Indagini scattate nel febbraio 2020 dopo il sequestro di un tesserino simile a quello in uso alle forze di polizia. A portarle avanti gli agenti della Polizia locale di Magione e il personale di vigilanza e ispezione dei servizi Igiene urbana e Randagismo della Usl Umbria 1.
Accertamenti che - si legge in una nota a firma del procuratore Raffale Cantone - hanno condotto a un'associazione di volontariato,  riconosciuta a livello regionale, con sede principale a Monte Santa Maria Tiberina e sedi operative nei comuni di Panicale a Passignano sul Trasimeno: alla quale, secondo l'indagine facevano capo tutti gli indagati. Che si qualificavano illegittimamente come Guardie particolari zoofile e appartenenti a una fantomatica sezione speciale di polizia giudiziaria. 
Documentati, nel periodo investigativo, anche operazioni improprie di identificazioni e redazioni di verbali. Sarebbero stati eseguiti anche posti di controllo con tanto di lampeggianti e palette, divise e giubbetti anti-proiettili. 
Le convenzioni stipulate con alcuni comuni, avrebbero permesso loro si svolgere anche attività di pubblica sicurezza in occasioni di concerti. In capo al presidente, fa sapere la Procura le maggiori responsabilità.