Avrebbero prorogato senza gara i contratti per i servizi di biancheria sanitaria. 9 condanne

La sentenza della Corte dei Conti. Condannati dirigenti ed ex dirigenti della sanità regionale a un risarcimento da 5 milioni e mezzo di euro

Avrebbero prorogato senza gara i contratti per i servizi di biancheria sanitaria. 9 condanne
tgr
Biancheria sanitaria

Nove tra dirigenti ed ex dirigenti sono stati condannati a pagare un risarcimento di 5 milioni e mezzo alle casse della sanità pubblica, pari al danno erariale prodotto, almeno stando ai calcoli della Guardia di finanza. Secondo la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, tra il 2013 e il 2021 avrebbero prorogato, senza gara, contratti per il servizio di lavaggio, noleggio e sterilizzazione della biancheria sanitaria. Una sola società ha così potuto occuparsene per più di un decennio a costi più alti rispetto alle ditte che aspettavano di subentrare. Gestione definita dai giudici "macroscopicamente inefficiente", "caratterizzata da un diffuso ricorso a ripetute proroghe abusive", "strumento patologico" perché "contrario ai principi comunitari di concorrenza e trasparenza". La mannaia della giustizia contabile si abbatte così sui vertici della sanità in carica negli ultimi anni del centrosinistra. Gli ex manager Walter Orlandi, Emilio Duca, e Maurizio Valorosi sono chiamati a pagare 875mila euro a testa alla sola Azienda ospedaliera di Perugia. Carlo Nicastro (ex Umbria Salute) risponde complessivamente per più di un milione. Mezzo milione a testa per Manuela Pioppo e Diamante Pacchiarini. Somme alle quali vanno aggiunti rivalutazione e interessi. Anche altri tre coinvolti (Pasquale Parise, Andrea Casciari e Doriana Sarnari) dovranno rimborsare, pro quota, l'Asl 1. 
I mancati risparmi in carico alla collettività sarebbero anche maggiori, ma per il periodo precedente al 2016 è intervenuta la prescrizione. I coinvolti difendono la correttezza del proprio operato e si dicono convinti di poter chiarire tutto in appello.

Il servizio di Andrea Rossini.