Caso Ceraso, il processo ricomincia da capo

Cambia il giudice e il procedimento a carico di Leodino Galli, ex Bps imputato per calunnia nei confronti del giornalista Carlo Ceraso, dovrà ripartire da zero. Tra due anni scatta la prescrizione

Caso Ceraso, il processo ricomincia da capo
Tgr
Un'aula all'interno del Tribunale di Spoleto

Cambia il giudice e il processo all'ex consigliere di amministrazione della Banca popolare di Spoleto Leodino Galli, imputato per calunnia nei confronti del giornalista spoletino Carlo Ceraso, dovrà ricominciare da capo. Questo è stato stabilito, oggi, nell'udienza al Tribunale di Spoleto. L'ultima di fronte al giudice Maria Silvia Festa. L'avvocato Iolanda Caponecchi che assiste Ceraso, ha chiesto una regolare calendarizzazione delle udienze di fronte al nuovo giudice. Si tornerà in aula il 22 dicembre. 
Nessun rinvio, però. Non è stato quindi applicato il discusso protocollo per la gestione delle udienze penali che, a Spoleto, prevede lo slittamento dei procedimenti per reati con pena inferiore ai sei anni. 
Il procedimento a carico di Galli sarà comunque prescritto tra due anni. Federazione nazionale della stampa e Ordine dei giornalisti, parti civili con gli avvocati Rita Urbani e Simone Budelli, lo identificano come un caso unico in Italia. L'imputato, originariamente, aveva querelato per diffamazione il giornalista pur sapendo - questo sostiene l'accusa - che nelle sue inchieste sulla Popolare di Spoleto aveva scritto la verità. In aula, per l'udienza, il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana Giuseppe Giulietti e quello dell'Associazione stampa umbra Massimiliano Cinque.