Omicidio Terni: c'è un fermo

Si tratta di un giovane nigeriano. Per gli inquirenti sarebbe stato lui a sferrare i colpi che hanno ucciso il quarantenne dopo una rissa

Omicidio Terni: c'è un fermo
Tgr
Il luogo dell'omicidio a Terni

È stato portato in caserma nella tarda serata di ieri, interrogato per ore dai carabinieri di Terni e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il presunto assassino di Rihda Jamaaoui, operaio tunisino 39enne massacrato di botte domenica sera in via Romagna, nel quartiere di borgo Bovio, ha un nome ed un volto. Si tratta di un giovane nigeriano di 26 anni. I carabinieri sono arrivati a lui dopo aver raccolto le testimonianze di chi era sul luogo del delitto e visionato le immagini di diverse telecamere di videosorveglianza che mostravano il nigeriano in bicicletta insieme al connazionale investito in via Romagna da un automobilista italiano. Dopo l'incidente è partita una rissa nella quale sono intervenuti il presunto assassino e Rihda Jamaaoui, che passava per caso e conosceva l'automobilista, del quale ha preso le difese. Un gesto che gli è costato la vita, perché su di lui si sarebbe scatenata la furia omicida del nigeriano arrestato. Oggi sarà conferito l'incarico per l'autopsia sul corpo della vittima che ha ricevuto colpi a mani nude in diverse parti vitali e, forse, un calcio alla testa quando era già a terra. Un uomo buono e un lavoratore onesto, secondo chi lo conosceva. Che, però, notizia confermata dal suo legale Maurizio Filiacci, era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari nell'ambito di un procedimento per maltrattamenti in famiglia nato da una denuncia della sua ex compagna. La sera in cui ha trovato la morte, quindi, non avrebbe dovuto essere in strada.