Trema anche l'Umbria

Avvertita in tutta la regione la scossa 5.7 con epicentro al largo di Pesaro

Trema anche l'Umbria
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sismografo

E' stato il terremoto questa mattina a dare il risveglio anche all'Umbria con il sisma di magnitudo 5.7 con epicentro nelle Marche, al largo di Pesaro. Dopo la scossa principale alle 7.07 ne sono seguite altre, anche di forte intensità: alle 7.12 quella di magnitudo 4, poi successivamente uno sciame intorno a magnitudo 3. Numerose le chiamate ai Vigili del fuoco ma al momento non si segnalano danni. La circolazione ferroviaria è stata sospesa in via precauzionale e per controlli su alcune linee nelle Marche: la linea Adriatica, tra Rimini e Varano, sulla Ancona-Roma, tra Falconara e Jesi, e sulla Rimini-Ravenna, non si escludono quindi  ripercussioni anche nelle regioni limitrofe. 

Il sisma che ha fatto tremare le Marche e buona parte d'Italia e le circa trenta scosse registrate nelle ore successive sono state avvertite distintamente anche in Umbria, dove ovviamente la memoria è corsa subito al terremoto che ha devastato la Valnerina. Massima allerta nelle sale operative dei vigili del fuoco, dove comunque non sono arrivate richieste di intervento o segnalazione di danni, e nella sede dell'istituto sismico Andrea Bina. Per gli esperti, tuttavia, quella segnalata dagli strumenti è una attività sismica che rientra nella norma. "Per quanto spavento possa aver causato la terra che trema - spiega il geologo dell'istituto Bina Michele Arcaleni - la scossa più forte ha avuto in Umbria una potenza decisamente inferiore a quella registrata al largo delle coste di Fano. Niente a che vedere con il terremoto del 30 ottobre 2016, che fu circa 30 volte più forte di quello registrato nella mattinata. Eventi sismici che secondo gli esperti son riconducibili a cause e condizioni profondamente diverse.