Maltrattamenti ai disabili, la procura contesta l'aggravante dei futili motivi

Considerare il contesto dei singoli episodi, chiedono le difese degli arrestati

Maltrattamenti ai disabili, la procura contesta l'aggravante dei futili motivi
Tgr
La sede del Forabosco

Maltrattamenti aggravati dai futili motivi, dalla minorata difesa dei soggetti disabili e dal rapporto di affidamento in una struttura socio-sanitaria e lesioni. Sono le accuse dalle quali dovranno difendersi i tre arrestati, due educatori e un operatore, di 34, 44 e 54 anni, al centro dell'inchiesta dei Nas di Perugia sulle presunte vessazioni e violenze ai danni di quattro ospiti del centro di riabilitazione per persone affette da autismo il "Forabosco" di Collestrada. Si trovano ai domiciliari e all'inizio della prossima settimana saranno chiamati a dare la propria versione dei fatti nell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia Margherita Amodeo. La giudice, nell'ordinanza, motiva la misura cautelare con l'esigenza di porre fine al clima di violenza fisica e morale ed evitare l'eventuale crescendo di aggressività, a salvaguardia delle persone offese. Il quadro che emerge dalle riprese delle telecamere nascoste dai carabinieri, tra ottobre e novembre, all'interno della struttura è, almeno in apparenza, desolante. Quattro ospiti considerati più irrequieti, in particolare, vengono presi a bersaglio con botte, insulti e umiliazioni. E' l'operatore più giovane, nato a Brindisi, perugino di adozione, a perdere più spesso la pazienza e ad alzare le mani. A lui vengono contestati più episodi rispetto agli altri due coinvolti, ma la giudice sottolinea anche come a certe scene assistano altri collaboratori e dipendenti del centro senza intervenire. I difensori, vagliate le ottanta pagine dell'ordinanza, invitano a considerare il contesto delle singole situazioni e la necessità di contenere anche fisicamente gli ospiti, certamente fragili, ma a volte a loro volta aggressivi. Puntano evidentemente a derubricare l'accusa nel reato meno grave di abuso di mezzi di correzione.

di Andrea Rossini