Morire di lavoro. Precipita nello scavo del cantiere per il metanodotto. Aveva 36 anni

Sono 19 le vittime accertate in Umbria dall'inizio dell'anno

Morire di lavoro. Precipita nello scavo del cantiere per il metanodotto. Aveva 36 anni
vigili del fuoco
il luogo dell'incidente

E' morto nel cantiere del metanodotto in cui lavorava a Benano, una frazione nel comune di Orvieto al confine con Castelviscardo. Precipitato nello scavo, profondo cinque metri, mentre camminava sul bordo della fossa scavata per ospitare il tubo. Ha perso la vita così Carlo Clemente, 36enne residente ad Avellino, operaio di una ditta di Benevento che lavora in subappalto per la Snam. Secondo la ricostruzione dell'incidente, sarebbe morto sul colpo a seguito della caduta, probabilmente per aver battuto la testa su una pietra sporgente dal terreno. Vano l'intervento del 118 e dei vigili del fuoco, che sono arrivati quando l'uomo era già deceduto. Per ricostruire la dinamica di quanto accaduto si sono recate sul posto anche le forze dell'ordine e personale dell'Usl Umbria 2. Gli accertamenti ora riguarderanno eventuali violazioni delle normative di sicurezza del cantiere, dove lo scavo era parzialmente completato per il posizionamento del metanodotto. La Procura di Terni ha aperto un fascicolo, con ogni probabilità sul corpo della vittima sarà eseguita l'autopsia. Il 36enne campano è la 19esima vittima di incidenti sul lavoro in Umbria nel 2022. 

Il servizio di Elisa Marioni.