Resta in carcere Samuel Obagbolo

Il nigeriano richiedente asilo è indagato per la morte di Rihda Jamaamoui, avvenuta il 27 novembre a terni. Il legale rinuncia al riesame

Resta in carcere Samuel Obagbolo
Tgr
Il luogo dell'omicidio a Terni

Resta in carcere a Spoleto Samuel Obagbolo, il 26enne arrestato lo scorso 27 novembre per l'omicidio di Rihda Jamaamoui. Ucciso a calci e pugni, secondo l'accusa, al termine di una lite stradale nel quartiere di Borgo Bovio a Terni. L'avvocato Francesco Montalbano Caracci, che difende il cittadino nigeriano richiedente asilo, ha infatti rinunciato all'udienza del riesame, che si sarebbe dovuta tenere questa mattina a Terni, e nella quale il legale si apprestava a chiedere l'attenuazione delle misure cautelari a carico del suo assistito. L'avvocato ha preferito rinunciare all'istanza, ha spiegato, perché dai giorni successivi all'omicidio e in considerazione di quanto successo, la moglie di Obagbolo si sarebbe trasferita in provincia di Torino con i figli, dove si troverebbe ospite di alcuni amici. Motivo per il quale Obagbolo, ammesso che il riesame avesse deciso per l'attenuazione delle misure cautelari disponendo gli arresti domiciliari, non avrebbe una sistemazione dove scontare la detenzione. Ma la decisione dell'avocato difensore del presunto omicida di Rihda Jamaamoui potrebbe anche essere legata ad una precisa strategia difensiva legata all'esigenza di approfondire dinamica e ruoli della presunta lite stradale che avrebbe portato all'omicidio. Un approfondimento legato a presunte incongruenze rilevate nelle testimonianze di chi ha partecipato materialmente alla rissa precedente al pestaggio mortale e ai primi risultati dell'esame autoptico che, in attesa della relazione finale del medico legale, ha confermato la causa della morte legata alle ferite da trauma subito, senza tuttavia specificare la natura dei colpi ricevuti da Rihda Jamaamoui e rilevare sul cadavere segni di schiacciamento.

Servizio di Massimo Solani, montaggio di Francesco Battistelli