Bimbo morto annegato, due educatrici sotto processo

L'accusa è di omicidio colposo e omesso controllo. Il piccolo Gianmaria era affogato durante un campus estivo al Centro ippico San Giovanni di Città di Castello

Bimbo morto annegato, due educatrici sotto processo
Tgr
La tragedia è avvenuta nell'estate del 2021

Sono accusati di omicidio colposo e omesso controllo i due educatrici del Centro Ippico San Giovanni di Città di Castello, sotto processo a Perugia per la morte del piccolo Gianmaria Ciampelli, morto affogato in piscina il 15 luglio del 2021 durante un campus estivo. Davanti al giudice Lidia Brutti ieri sono sfilati i testimoni chiesti dall'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, fra i quali due educatrici presenti quel giorno al lavoro nel Centro Ippico e i carabinieri di Città di Castello che hanno svolto le indagini. Attraverso le loro testimonianze sono state ricostruite in aule quelle ore drammatiche, dall'allarme dato da uno dei bambini, ai soccorsi vani. Il medico legale che ha svolto l'autopsia sul corpo del bimbo, il dottor Massimo Lancia, ha invece spiegato che Gianmaria, sei anni e figli di un noto allenatore di calcio, è morto per arresto cardiocircolatorio conseguente all'annegamento, senza tuttavia essere in grado di indicare per quanto tempo il bambino ha annaspato nell'acqua della piscina fino a perdere i sensi e morire.
Nella prossima udienza, prevista per il 3 aprile, comincerà l'esame dei testimoni della difesa dei due imputati, ai tempi di 19 e 22 anni, che punterà a dimostrare come i due ragazzi fossero, per inquadramento contrattuale e formazione professionale, soltanto due animatori assunti per un lavoretto estivo con mansioni che non prevedevano la vigilanza. La sentenza è prevista per l'11 settembre.

Per la morte di Gianmaria Ciampelli nel giugno scorso sono state condannate, con rito abbreviato, a un anno e ad un anno e otto mesi, l'amministratrice legale rappresentante della struttura agrituristica e la responsabile del centro estivo. A loro l'accusa ha contestato il non aver previsto una idonea vigilanza dei minori presenti e il mancato controllo sugli addetti che si occupavano dei bambini in piscina.

di Massimo Solani, montaggio di Valeria Giulianelli