Chiede soldi per restituire cappello rubato, arrestato diciottenne

L'operazione dei carabinieri di Ponte San Giovanni. Sospetto legame con la baby-gang accusata dei colpi della scorsa estate

Chiede soldi per restituire cappello rubato, arrestato diciottenne
cc
controlli dei carabinieri

di Andrea Rossini

Con l'accusa di estorsione, legata alla richiesta di riscatto per la restituzione di un cappellino rubato a un sedicenne, i carabinieri di Ponte San Giovanni hanno arrestato un ragazzo di diciotto anni. Individuato grazie alle testimonianze e soprattutto alle immagini delle telecamere di sorveglianza del minimetrò dove è avvenuto il fatto, è stato collocato ai domiciliari in una comunità diversa da quella nella quale ha trascorso parte della sua difficile infanzia. L'episodio contestato risale al mese di giugno: avrebbe strappato di dosso il cappellino al minore, accerchiato da un gruppo di coetanei nell'area delle scale mobili, e poi chiesto un riscatto per restituirlo. Un modo di fare identico a quello della baby-gang che l'estate scorsa e negli stessi luoghi ha messo a segno una serie di colpi ai danni soprattutto di studenti coetanei o più piccoli, minacciati in qualche caso anche con il coltello. Nove episodi addebitati a tre giovanissimi - si sospetta della stessa compagnia del diciottenne, all'epoca anche lui minore - già destinatari a novembre, di altrettante misure di custodia emesse dalla procura minorile ed eseguite, in quell'occasione, dalla polizia. Ragazzini terribili, più bulli che banditi, con profondi disagi familiari ed economici alle spalle, ma in grado di provocare un certo allarme sociale: si facevano consegnare soldi, felpe firmate, telefonini e in un caso anche l'abbonamento al trasporto pubblico. Rischiano ora di essere chiamati a rispondere di reati gravi come rapina, ricettazione e, appunto, estorsione.