Gradone: i miei cinque anni da prefetto di Perugia

Il saluto della città al rappresentante territoriale del governo. Sicurezza, Covid e accoglienza le sfide principali dal 2020 a oggi

ll prefetto Armando Gradone
Tgr
ll prefetto Armando Gradone

Umanità, professionalità e capacità di ascolto. Un incarico svolto con disciplina e onore come prevede la Costituzione. Dalle massime autorità  civili, militari e religiose unanime è il giudizio su Armando Gradone, prefetto di Perugia, che lascia la città dove era arrivato a luglio 2020, per raggiunti limiti d'età. Un saluto il suo fuori dai rigidi protocolli, la scelta di farsi intervistare dai responsabili delle principali testate in nome della trasparenza.
Tiene banco la questione della sicurezza, con la droga che per il prefetto è certamente il problema più rilevante della provincia di Perugia con vere e proprie organizzazioni criminali che si sono spartite il mercato, eroina i sodalizi nigeriani, cocaina quelli albanesi, ma anche una recrudescenza della piccola criminalità.
Dagli amministratori locali il riconoscimento per la gestione della fase pandemica, su cui si è lavorato in piena sintonia.
Anche l'accoglienza dei migranti è stato terreno di grande collaborazione tra istituzioni e Gradone che aveva gestito il loro sbarco come prefetto a Siracusa ha saputo trovare la via migliore, da civil servant, da uomo al servizio dello Stato.
 

Il servizio di Gabriele Salari, montato da Simone Pelliccia