Una macelleria centrale della droga, quattro arresti

“Se non paghi il debito ti uccido”, spacciatore indagato anche per usura e estorsione

Una macelleria islamica alla periferia di Perugia era la base di una rete di spaccio, smantellata dalla Guardia di finanza: alimentava il mercato di hashish e cocaina in mezza provincia. Il titolare dell’attività, cittadino marocchino residente a Perugia, è finito in carcere assieme ad altri suoi due connazionali domiciliati a San Giustino e a Bastia Umbra.  Quest’ultimo deve rispondere anche delle accuse di usura e tentata estorsione: ha minacciato di morte un consumatore di droga per un debito da 4mila euro: solo poche settimane dopo l’acquisto a credito pretendeva che gliene restituisse ventimila. Complessivamente sono nove gli indagati, tra i quali anche tre italiani: per uno di loro, di Montefalco, sono stati disposti i domiciliari. I sospettati evitavano di parlare al telefono, ma grazie a telecamere nascoste, e sistemi satellitari applicati alle vetture, gli investigatori hanno monitorato gli spostamenti e documentato le cessioni. La droga, soprattutto “fumo” arrivava dal Lazio, ma anche dalla Lombardia. Uno dei depositi era un garage di Santa Maria degli Angeli. Nel corso delle indagini, grazie a operazioni di riscontro, i finanzieri avevano già arrestato nove persone in flagranza e sequestrato più di quaranta chili di sostanze stupefacenti.  La droga veniva ceduta, ad acquirenti di ogni età, tra Ponte San Giovanni, dove all’epoca dei fatti aveva sede la macelleria-base operativa dello spaccio, Perugia, Bastia, Assisi, Spello, Cannara, Bevagna e Montefalco.