Federmanager: "Bene il piano Arvedi per Ast"

Positiva la scelta di manager del territorio, dice l'associazione. Preoccupazione della Fiom-Cgil per le prospettive di tubificio e società delle fucine.

Apprezzamento per gli obiettivi strategici contenuti nel Piano Industriale per Ast del cavalier Arvedi, soprattutto per aver messo al centro la realtà territoriale con le sue figure tecniche e manageriali. Ad affermarlo Federmanager Terni. Un segnale di grande apertura dopo la lunga stagione a guida tedesca caratterizzata dalla ricerca di figure esterne, spesso prive di relazioni con il territorio. In più,  e sono questi ulteriori segnali di apertura, apprezzamento per gli investimenti: per la scelta della competitività ad ampio raggio sul piano produttivo; per il recupero del magnetico. Da qui la disponibilità ad un confronto costante, con al centro anche altre tematiche come la gestione delle scorie; la difesa ambientale e l'introduzione di nuove fonti energetiche come l'idrogeno. Tra le rsu della Fiom Cgil serpeggia invece preoccupazione rispetto alla situazione della Società delle fucine e del Tubificio, per le quali il gruppo Arvedi ha annunciato lo scorporo dall'acciaieria. Diventeranno società autonome, pur rimanendo nel gruppo Ast attraverso il controllo di tutte le quote societarie. "Qualunque scelta - sottolinea la Fiom - deve avere il segno del potenziamento delle produzioni di questi due settori strategici per il funzionamento del ciclo integrato".