Fermo il processo alla "banda degli ex pentiti"

In stallo da anni il procedimento che ruotava intorno al Kristal di Perugia. Gli episodi contestati si collocano tra il 2007 e il 2008

E' fermo al palo da sette anni il processo alla presunta banda degli ex pentiti che ruotava attorno a un vecchio night club perugino. Il locale, gestito di fatto da Salvatore Menzo - ex collaboratore di giustizia già accusato e condannato per l'omicidio di un rivale, il cui cadavere fu ritrovato nelle campagne di Gubbio - era la base degli indagati, secondo l'accusa, per progettare crimini finanziari, spacciare, ricettare armi, intimidire concorrenti nel “mercato” della vita notturna. Fatti che risalgono a quindici anni fa, ma sui quali non c'è ancora chiarezza perché il processo di primo grado, prescritti i reati fine, va avanti a rilento.  Alla media di un paio di udienze l'anno per il turn-over dei giudici (il collegio è cambiato quattro volte e ogni volta si è dovuto ricominciare daccapo). Si è scoperto inoltre che le intercettazioni, forse per una “dimenticanza”, non sono mai state trascritte, rendendo ancora più complicato il lavoro dell'accusa, già alle prese con il dover provare un reato come l'associazione per delinquere, aggravata dalla mano armata. La richiesta di rinvio a giudizio risale a dieci anni fa, la prima udienza a sette. Si torna in aula a settembre, ma il verdetto è molto lontano. Potrebbe finire in un nulla di fatto anche il processo per bancarotta ai colletti bianchi che, secondo l'accusa, si erano messi in società proprio con i membri della banda degli ex pentiti, investendo su società attive nello smaltimento dei rifiuti. Un altro esempio di giustizia lumaca.

di Andrea Rossini