Doppia inchiesta per far luce sulla morte di Giacomo di Napoli

Due le inchieste aperte per la morte del 20enne, campione di acrobazia in aliante, deceduto in fase di atterraggio nella zona di Castel Viscardo

Sono due le inchieste aperte per far luce sulla tragica morte di Giacomo Di Napoli, il campione di volo di appena 20 anni, precipitato con il suo aliante senza motore in un campo nei pressi dell'Aviosuperficie dell'Alfina di Castel Viscardo, nel ternano. La prima dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, e la seconda della Procura di Terni che ha stabilito il sequestro dell'area, del velivolo e della salma sulla quale è stata già disposta l'autopsia. 
Malore, incidente meccanico o tragica assenza delle condizioni meteo? Secondo una prima sommaria ricostruzione pare che l'aliante di Di Napoli, chiamato il nuotatore volante, una volta in quota e sganciatosi dall'aereo non sia mai riuscito ad essere sospinto in volo dalle correnti d'aria. Avrebbe provato a compiere alcune manovre, probabilmente alla ricerca del vento adeguato per sostenere il volo del leggerissimo velivolo, quando in realtà ha cominciato a precipitare nel vuoto finendo violentemente al suolo.
Originario di Prato, Giacomo Di Napoli era residente ad Agliana, in provincia di Pistoia. A soli 17 anni aveva già tre brevetti di volo (aereo, elicottero e aliante) il più giovane pilota europeo. Lo scorso novembre aveva vinto il XV campionato italiano categoria intermedia e volo artistico e si stata preparando per i campionati mondiali di Parigi in programma ad agosto. Ma il destino gli ha riservato una tragica fine.

Il servizio di Luca Ginetto.