Jamie Cullum e Kingfish Ingram incantano l'arena

Sul palco l'energia della giovane promessa del blues e del cantante pop-jazz inglese

Gli dicevano che aveva le dita troppo grosse per suonare la chitarra, ma Cristone Kingfish Ingram, non ci ha fatto caso ed è stato un bene, soprattutto per il blues: genere che interpreta in chiave personale e contemporanea, con un piede nella tradizione e un passo nel futuro.  Di passi ne fa più di uno, quando lascia il palco, e si aggira tra il pubblico. Momento memorabile immortalato dai telefonini: si candida a foto simbolo di Umbria Jazz 2022.
Le emozioni nascono per sottrazione, mai soffocate dai virtuosismi: l'artista a ventitrè anni ha un controllo assoluto della voce e del suono. Le canzoni raccontano la sua storia di ragazzo del Delta del Mississipi. Vincitore di un Grammy è un'autentica stella, non un prodotto del marketing. Un privilegio ascoltarlo da vivo.
Protagonista del concerto d'apertura era stato Jamie Cullum:  il jazz  per lui - è una pista dalla quale decollare portandosi dietro il pubblico. Momenti di intimità e esplosioni di energia. Gli spettatori ballano, ritmano il tempo, fanno eco ai vocalizzi. Il cantante e musicista britannico - terza apparizione in quindici anni a Umbria Jazz - non lascia a bocca aperta per un accordo o un acuto - ma per la dirompente personalità. Insomma, la noia è bandita da un'edizione di Umbria Jazz, davvero speciale, che fa il pieno di gente e divertimento.