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Il piano e la voce di Diana Krall protagonisti al Santa Giuliana. L'ultimo fine settimana di Umbria Jazz prosegue con Tom Jones, gran finale con Jeff Beck

Abito nero, alla destra di un palco minimalista, poco illuminato, le telecamere tenute a distanza, e una voce di velluto Diana Krall sembra ancora l'intima stella di un fumoso jazz club di altri tempi. E' la stessa atmosfera sognante che si vive all'Arena Santa Giuliana, gremita di pubblico appeso ai raffinati sussurri della pianista e cantante canadese, ventisei anni dopo la sua prima apparizione a Umbria Jazz. Conserva l'elegante tocco pianistico e la calda vocalità. In più alle note del repertorio classico conferisce una singolare malinconia blues. Nel suo viaggio l'accompagnano Robert Hurst al contrabbasso, Karriem Riggins alla batteria, e Anthony Wilson alla chitarra elettrica. E stasera il festival cala un altro asso, Tom Jones, una delle più belle voci popolari dell'ultimo mezzo secolo, con uno show capace di attraversare epoche e generi musicali e mettere d'accordo generazioni, tendenze e gusti differenti. L'esibizione sarà preceduta dal concerto sul main stage di Samara Joy, ventiduenne cantante emergente, accompagnata dal trio di Pasquale Grasso, una delle più apprezzate novità applaudite nei giorni scorsi al chiostro di San Fiorenzo e nelle piazze perugine colorate di musica e divertimento, come non si ricordava da anni.  Sono, infine, i Five angry men i vincitori, con il primo premio assoluto, dell'edizione 2022 del "Conad jazz contest", iniziativa punta al sostegno di nuove carriere musicali.

di Andrea Rossini