Vigilare sui laghi

Dopo il Trasimeno, Enea, Arpa e Legambiente monitoreranno la presenza di microplastiche anche nelle acque del lago di Piediluco

Ci sono quelle d'origine primaria come i pellets da pre-produzione, le fibre tessili o le microsfere abrasive. E poi quelle che derivano dalla disgregazione di rifiuti più grandi, come i frammenti e le pellicole da imballaggio. In ogni caso materiali chimici che, a causa della cattiva gestione dei rifiuti e della scarsa qualità della depurazione fognaria, sono sempre più presenti nei mari. E anche nei laghi, come dimostrano i risultati di un campionamento svolto nei negli ultimi quattro anni da Enea e Legambiente che ha evidenziato la presenza di microsplastiche inquinanti nelle acque del Trasimeno. Per lo più polietilene e polipropilene scoperto nei campioni d'acqua prelevati tanto in superficie quanto in profondità. Perché quello delle microplastiche è un allarme che non riguarda soltanto i mari, ma anche laghi e fiumi.

Per questo Enea, assieme ad Arpa e a Legambiente, ha sottoscritto il protocollo europeo "Blue Lakes" per il monitoraggio delle microplastiche nelle acque interne, in modo da condividere metodologie di ricerca e risultati, utili per mettere a punto azioni che contribuiscano alla protezione e alla cura dell'ecosistema acquatico.

Da quest'anno la rete di monitoraggio che già si occupa di "vigilare" sulle micropolastiche nel Trasimeno e nel Lago d Bracciano si prende cura anche delle acque di Piediluco.

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