Sindacati divisi sul piano di trasporto pubblico locale

Cgil e Cisal hanno manifestato in piazza a Perugia mentre Cisl e Uil hanno scelto la via del confronto con la regione


Il divorzio tra le sigle sindacali sul piano di trasporto pubblico locale si consuma sotto gli occhi della statua equestre di Vittorio Emanuele II, simbolo dell'unità nazionale. Qui stamattina la manifestazione di Filt Cgil e di Faisa Cisal - federazione autonoma autoferrotramvieri; hanno scelto la piazza per protestare contro quello che definiscono lo smantellamento del trasporto pubblico in Umbria. Con loro però non ci sono Uilt Uil e Fit Cisl che, pur mettendo in discussione la gara del Tpl in quattro lotti, cercano un confronto con la Regione, facendo appello alla presidente Tesei. Le due sigle indiranno una propria conferenza stampa la prossima settimana. 

Contro lo sciopero di Cgil e autonomi, l'intervento ieri dell'assessore Enrico Melasecche: secondo lui hanno "poche idee ma confuse" e stanno combattendo una battaglia di retroguardia ormai condannata dalla storia dell'Umbria. Ma i sindacati non ci stanno. Taglio al trasporto pubblico locale per 13 milioni, il ritorno indietro a quattro bacini, un disastro per i territori e per l'occupazione. Queste le ragioni della protesta. Le scelte regionali, dicono, non sono ineluttabili.
 

Nel servizio di Valentina Antonelli le interviste a Ciro Zeno, Segretario Filt Cgil Umbria e a Christian Di Girolamo, Segretario Faisa Cisal.