Caro energia, ceramisti al lavoro prima dell'alba

A Città di Castello, gli artigiani di un'azienda ceramica iniziano a lavorare la mattina presto per tentare di contenere il caro bollette

L'alba è ancora lontana, ma i macchinari sono già in funzione. Alle 6 il ritmo di lavoro è quello di metà mattinata perché in questo stabilimento di Città di Castello che sforna piatti, tazzine e vassoi, lodati in tutto il mondo come vere opere d'arte, si comincia a lavorare quando è buio. Turno ritagliato apposta per risparmiare sull'energia elettrica e sull'aria condizionata. E far sopravvivere così la cooperativa nata 3 anni fa dalla volontà di 11 operai disoccupati perché la vecchia proprietà stava delocalizzando in Armenia. Da quando in Ucraina è iniziata la guerra e il prezzo del metano è schizzato alle stelle, così come quello delle materie prime, anche la giornata degli operai non è più la stessa. Si sono rimboccati le maniche e hanno salvato l'impresa e loro stessi una volta. Continuano a farlo anche oggi questi operai, nella più grande tempesta dell'energia dell'ultimo mezzo secolo. Un'epopea eroica di competenza e lungimiranza. Lavoro e richieste abbondano. Il mercato è quello dello shopping di lusso in America, Australia, Emirati. Centinaia di piatti e tazzine che divorano energia e si sono mangiati anche il primo dividendo, 10.000 euro, che i fondatori speravano di dividersi.

Nel servizio, le interviste a Lorenzo Giornelli, direttore commerciale e amministratore della cooperativa; e a Marco Brozzi, presidente.