I piccoli comuni trainano il PIL italiano

I comuni sotto i 20mila abitanti (in Umbria sono 83 su 92) producono il 39 per cento del valore aggiunto nazionale.

Sono i piccoli comuni - in particolare quelli sotto i 20mila abitanti - a costituire il motore dell'economia produttiva italiana. In questi, si concentra infatti la presenza del 41 per cento delle imprese italiane, e si produce il 39 per cento del valore aggiunto nazionale, pari a 541,7 miliardi sul totale di 825,4. I dati sono frutto di uno studio della CGIA di Mestre per conto della ASMEL, l'Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali. Alzando la soglia ai comuni con meno di 100mila abitanti, il PIL prodotto è il 66 per cento del totale. In Umbria 83 comuni su 92 hanno meno di 20mila abitanti; è qui che si concentra il 35 per cento delle imprese e il 32 per cento del totale dei lavoratori dipendenti (non sono conteggiati quelli del pubblico impiego) e rispettivamente il 30 e 33 per cento del valore aggiunto delle imprese; percentuali che salgono rispettivamente al 66 e al 64 per cento se si conteggiano i comuni al di sotto dei 100mila abitanti, che in Umbria sono 90 su 92 (tutti, tranne Perugia e Terni). Piccoli comuni che soffrono però il sistema PNRR che, secondo ASMEL privilegia i grandi apparati comunali a scapito delle amministrazioni minori. Per questo, anche in Umbria è stato costituito un organismo di orientamento per tutti i comuni aderenti all'ANCI.