Piano regionale dei rifiuti, comitati e comuni sul piede di guerra

Ambientalisti in piazza con una doppia manifestazione, a Perugia e Orvieto, per dire no all'ampliamento delle discariche e all'inceneritore

E' un'opposizione decisa e diffusa in tutta l' Umbria quella che incontra il piano regionale dei rifiuti elaborato dalla giunta Tesei, in un passaggio fondamentale come la conferenza dei servizi chiamata ad esprimersi sulla valutazione ambientale strategica. 42 le osservazioni presentate da comuni e associazioni ambientaliste che stamattina hanno protestato a Perugia. Nel mirino, in particolare, la costruzione di un inceneritore che dovrebbe entrare in funzione nel 2028 e bruciare un massimo di 160mila tonnellate di rifiuti all'anno. Il piano non specifica dove sarà costruito.

Contro l'ipotesi inceneritore hanno presentato osservazioni e diffide, tra gli altri, i comuni di Valfabbrica e Fossato di Vico. Come si concilia la costruzione di un inceneritore con la transizione ecologica prevista dal Pnrr che finanzia impianti di trattamento per potenziare il recupero di rifiuti?, hanno chiesto i dirigenti dell'ufficio ambiente del comune di Perugia.
Altra questione dirimente è la gestione delle discariche. Fino al 2027 saranno tre quelle di riferimento: Belladanza, Borgogiglione che è in esaurimento e Le Crete, ad Orvieto. Anche nella città della rupe gli ambientalisti sono scesi in piazza contro un possibile ampliamento dell'impianto.

In questa fase soltanto le discariche di Belladanza e Borgogiglione saranno ampliate - replica il sindaco di Orvieto Tardani - e i flussi in entrata a Le Crete resteranno in linea con quelli degli ultimi anni. I comuni dovranno esprimere i loro pareri entro l'8 settembre, la conferenza è stata aggiornata al 13 settembre.

di Riccardo Milletti