Biodiversità a rischio

All'Oasi di Alviano la siccità non ha colpito corsi d'acqua, ma piante e animali, specialmente gli anfibi. Si spera nelle piogge autunnali

I segni di mesi di siccità, nell'Oasi di Alviano, le piante li portano ancora addosso. Un sorprendente scrigno di biodiversità stretto tra due dighe dove a soffrire in questi mesi non sono stati il fiume e il lago, proprio perché il livello della acque veniva regolato dal gestore. Le piogge dell'ultimo periodo hanno migliorato la situazione, e l'oasi ha riaperto ed è pronta ad ospitare scuole e famiglie. Ma restano alcune criticità. La mancanza di acqua ha di fatto impoverito gli stagni temporanei dove alcune specie di anfibi si riproducono. Una riproduzione che quest'anno è saltata. I gestori dell'oasi hanno tentano soluzioni tampone soprattutto per tutelare alcune specie rare come i tritoni crestati. Ambienti che ora si spera siano le piogge autunnali a preservare. 

Nel servizio l'intervista ad Alessio Capoccia, responsabile dell'Oasi WWF di Alviano.